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25/02/16 11.00 / di  Alessia D'Alessio

Il 2016 sarà un anno rivoluzionario nell’ambito dei contenuti e Facebook - prima di tutti - ha dimostrato di essere il miglior canale di diffusione. Con le molteplici release del suo algoritmo di visibilità, ha imposto le linea guida per il giusto content da pubblicare sui social.

Ogni storia che decidiamo di raccontare non riguarda più solo il singolo brand, ma la relazione che costruisce con il suo pubblico di riferimento. Alla base di uno storytelling degno di questo nome, ogni contenuto prodotto dovrà cimentarsi in ben 5 attività che gli permettano di creare suspense, aspirazione, empatia ed emozione nel vasto oceano di utenti ai quali verrà proposto. Stiamo parlando di POC, piece of content, ossia della “forma” che l’idea di contenuto assume sui vari canali: un post Facebook, un tweet, un articolo su un blog, uno slideshow o un podcast. Un POC potrà quindi avere molteplici forme, ma necessariamente dovrà:

  1. Informare
  2. Insegnare
  3. Conversare
  4. Ispirare
  5. Intrattenere

Facebook può dunque considerarsi la piattaforma che meglio contribuisce a promuovere il proprio business in termini di awareness, web reputation ed engagement di una community.

Un post sui social può essere considerato un esempio di content a tutti gli effetti: una piccola storia da narrare. Sì, una semplice condivisione su Facebook può diventare una miniera d’oro che può invitare l’utente a consumare numerosi altri pezzi di contenuto: un articolo, una landing, un post su un blog, un ebook.

Pensiamoci, oggi i desideri e le abitudini delle persone sono spesso manifestati prima ancora che nella vita reale con uno status su Facebook. Possiamo considerarlo dunque un salotto di conversazione. Più siamo bravi a veicolare notizie rilevanti, più gli utenti torneranno a cercarne altre. Capita sempre più di frequente che la nostra navigazione cominci proprio da questo social e lo stesso News Feed ci consente di essere aggiornati ormai su tutto ciò che ci interessa.

Secondo una ricerca Parse.ly, agenzia di servizi analytics dedicata al mondo editoriale, Facebook è riuscito a superare il colosso Google come principale referral di traffico per i siti di notizie americane.

Un risultato assolutamente plausibile, basti pensare che anche in Italia sono 25 milioni gli user attivi al mese con una penetrazione dell’86% di utenti web (fonte vincos.it). Considerando che gli user mensili di Internet sono stimati in 28,9 milioni, nessun altro servizio web nel nostro Paese è mai riuscito a raggiungere una massa così importante di persone.

 

Qual è la ricetta del post perfetto?

Non esiste, ma sicuramente possiamo avvicinarci molto seguendo alcuni input da tenere sempre a mente. 

 

Migliorare il reach con i Native Facebook Videos

Ad oggi questa tipologia di contenuto assicura il modo più facile e veloce per essere visualizzati nel News Feed degli utenti. Nelle classifiche di engagement le immagini ormai si piazzano solo all’ultimo posto dopo status e link. Avendo una soglia dell’attenzione peggiore di quella di un pesce rosso - che batte l'uomo per 9 secondi a 8 - i video sono il modo migliore in assoluto per condividere how to e prodotti, e il player di Facebook migliora la distribuzione organica senza penalizzare l’algoritmo, anzi.


Less is better

I post con maggiori possibilità di engagement sono quelli con status di 40 caratteri: ricevono l’86% in più di interazione.

 

Il momento migliore per pubblicare su Facebook?

Calendarizzare in orari ben precisi la pubblicazione di un post è fondamentale. Come farsi notare? Postando in orari poco affollati: prima di entrare o uscire dall’ufficio, in pausa pranzo, durante il weekend. Intorno a mezzogiorno e poco dopo le 19 sono orari ottimi, ma non ditelo a nessuno…


Real Time Marketing

Funziona sempre. Sui social, le persone amano attivare discussioni intorno all’attualità: agire in real time è una best practice vantaggiosa in termini di coinvolgimento.


Dite addio al click baiting

Siate creativi e onesti! Facebook penalizza i cosiddetti titoli “acchiappa click” registrando il tempo che intercorre tra quando un utente esce dal social e quando ci rientra. Ma anche comparando il semplice click ad azioni come Mi piace e Condividi e studiando la reazione delle persone.

 

Testate, testate e ancora testate i contenuti

Mettete alla prova la vostra strategia. Verificate con più pubblicazioni, in momenti diversi della settimana e giornata, quali sono i formati che hanno un reach e una interazione più alta. Gli Insight di Facebook sono uno strumento prezioso: offrono informazioni chiare e dettagliate sulle performance della Pagina e possono essere usati per ricalibrare eventualmente il tiro delle vostre attività.


Insomma, aumenta a macchia d’olio il numero di aziende che decidono sempre più di puntare il proprio budget su azioni di Content Marketing e targettizazione del pubblico mobile: non più contenuti di qualità per tutti, ma specifici per ogni target (non perdetevi il nostro prossimo articolo sulle buyer personas!).

Si potrà dunque parlare in un futuro vicinissimo in maniera concreta di Targeted Content Marketing?Staremo a vedere!

 

"Tutto il Marketing sta diventando Social. E tutto il Marketing è fatto di contenuti."  – Michael Brenner

 

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Topics: content marketing, facebook




Alessia D'Alessio

Scritto da Alessia D'Alessio

Project Manager & Social Media Consultant based in Rome. Foodie, geek, traveller: una vita con le gambe sotto il tavolo... di un buon ristorante.

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